VIAGGIO IN NORVEGIA
ISBN 978-88-908030-5-5




  
Domenico Massaro


 Domenico Massaro,
 filosofo e scrittore,
 vincitore del Premio
 Tagete 2012, ha al suo attivo molte pubblicazioni di
 successo.


Viaggio in Norvegia

Una guida per viaggiatori indipendenti


 
 

 
  prezzo
€ 13,00
  
  ISBN 978-88-908030-5-5
 

208 pagine

11,5x16,5 cm

Edizione brossura

19 foto a colori

 

Collana 

Racconti di viaggio

diretta 

da Domenico Massaro

   

Domenico Massaro, filosofo-scrittore, sulle orme di Goethe e Indiana Jones, racconta l’affascinante viaggio attraverso la Norvegia, luogo spirituale metafisico, oltre che spazio geografico estremo. A bordo del celebre postale di linea Hurtigruten che collega Bergen a Kirkenes, passando per il circolo polare artico, porto dopo porto, il lettore scoprirà il fascino degli antichi borghi dei pescatori, con l’incanto della loro natura, storia e cultura. Indimenticabili le casette in legno conficcate direttamente nella roccia affiorante dall’oceano in norreno, «rorbuer» alle isole Lofoten, la cui luce artica il viaggiatore dei mesi estivi porterà dentro di sé per l’eternità. Destinazione finale Oslo dove, oltre alla casamuseo di Ibsen, il visitatore potrà godersi la più grande collezione al mondo dei capolavori di Munch. Massaro in questa collana, di racconti di viaggio libri da mettere in valigia o nello zaino prima di partire con un linguaggio agile e chiaro, suggerisce paesaggi, idee, emozioni, spunti, sensazioni dei luoghi da visitare e delle cose da non perdere: opere d’arte, scorci di terre e di acqua, percorsi di campagna e città, bagni termali, musei e gallerie d’arte, alberghi e osterie dove gustare la buona cucina.


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   In preparazione edizione in lingua inglese




Recensioni 

 

 

Domenico Massaro, Viaggio in Norvegia. Una guida per viaggiatori indipendenti, Napoli, Imago Eranos Arts & Books, 2013, pp. 208, € 13,00, ISBN 978-88-908030-5-5.

 

 

 

Antonia Esposito 

Agli occhi di un viaggiatore, il senso di contrasto provocato da certi spettacoli naturali provoca uno stato di sospensione dell'animo. Alla mente di un filosofo, il senso di contrasto provocato da certi sentimenti e azioni umane provoca uno stato di sospensione del giudizio.
 Domenico Massaro, viaggiatore e filosofo, ha riempito entrambi gli stati di sospensione, dopo averli vissuti, con un delizioso racconto di viaggio, che spinge il lettore a diventare viaggiatore, e lo riporta al significato profondo della riflessione filosofica, quel ri-flettersi della nostra mente, quel ripiegarsi in se stessa in cui si riconoscono le esperienze proprie e del genere umano. «Per questo all'artista era bastato guardare in se stesso per comprendere l'intero destino degli esseri viventi», scrive Massaro a proposito di Munch: il contrasto dentro/fuori è solo uno dei tanti presenti nel racconto, diverse immagini che andremo velocemente a ripercorrere per rispondere a una domanda celata tra le righe, e tra le vedute mozzafiato della Norvegia: cosa possiamo imparare dalla stridente compresenza dei contrari?
 «Qui, come ovunque in Norvegia [...] non si fa in tempo a decretare la vittoria dell'acqua [...] che immediatamente si deve riconoscere come la sua antagonista, la terra [...] non sia stata sconfitta. È l'eterna lotta dei contrari che qui si rivela nella sua forma estrema». Lo scrittore riconosce e sottolinea questa compresenza fin nella quotidianità di una tavola imbandita per la colazione con latte, caffè, yogurt ma anche stoccafisso, ketchup e renna arrostita; di vermut bevuto in bicchierini di carta, della testa di pecora, piatto nato per i poveri come la nostra pizza, divenuta piatto costosissimo; di una nave da crociera piena di comfort che percorre luoghi dove la parola agio si riduce alla luce di una candela nei lunghi mesi notturni; ma il contrasto si fa più stridente quando inizia a corrodere i significati: «Oggi che [le rorbuer, casette di legno costruite fin dal medioevo per i pescatori stagionali] sono diventate appartamenti per turisti dotati di ogni comfort, è desolante constatare come una scritta avverta al loro ingresso del divieto di tenere, conservare o esporre proprio il merluzzo, la ragione della loro esistenza nel corso dei secoli». 
La Norvegia suggerisce al viaggiatore altri contrasti: nella sua storia, quella di un feroce guerriero vichingo, Olav, santificato dalla Chiesa perché diffuse il cristianesimo in Norvegia dopo averla conquistata nel 1015; nella culla naturale di una delle sue città più rinomate, Bergen, in cui le sette sorelle «sette rilievi montuosi premurosi di proteggere strade e case [...] in un affettuoso abbraccio materno» sono anche causa di continue piogge; nella sua produzione culturale, dai quadri di Munch (come Gelosia, emblema del contrasto tra i sentimenti, o Madonna e Tête a tête, dove si mostrano i tanti volti della donna, la sua «santità erotica») al capolavoro di Ibsen («grande poeta, ma rivoluzionario», come testimoniano l'alloro e la falce incisi sulla sua tomba), Casa di bambola, dove il contrasto si analizza sia nelle relazioni sociali, sia nella famiglia, sia nella maturazione della protagonista, Nora.
 Ancora, il tragico evento della strage di Utoya e Oslo (contemporanea al viaggio di Massaro), apre una riflessione sulla stridente natura dell'uomo, che porta un «essere perfettamente sano di mente [a] fare una carneficina» (con un taciuto richiamo alla arendtiana banalità del male), a ricercare emozioni forti e a farsene scudo un attimo dopo, e, tornando al Sessantotto, i giovani a «[adattarsi] perfettamente alla situazione che intendevano rovesciare, anzi [a far] di tutto per occupare proprio quei posti di potere che avevano contestato».
 Ciò che Munch, Kierkegaard e Schopenhauer chiamano angoscia è il sentimento che accompagna chi vive tali contrasti (in particolare «l'angoscia per la morte è [...] il dramma centrale della vita»), ma, per un paradossale contrasto interno al contrasto, l'uomo, viaggiatore-filosofo, può trovare la soluzione del sentimento del contrario attraversandolo fino in fondo: «Steso sull'erba umida [...] fissai a lungo le stelle, incredibilmente basse sopra di me. M'imposi di prolungare l'osservazione, quasi stessi sottoponendomi a un esercizio spirituale. Con il passare del tempo [...] sperimentai prima una sensazione di confusione tra il mio corpo e la natura circostante, poi mi percepii in una posizione rovesciata rispetto al cielo, io in alto, le stelle sotto di me. Restai per circa mezz'ora in questo stato». È una sensazione accennata già nelle pagine iniziali, una «difficoltà a determinare la distanza tra me e le cose», che si può sperimentare sia con la natura sia con un'altra persona, e in tal caso si chiama «empatia, il motore nascosto delle nostre azioni».
Superando la distanza tra noi e il mondo, tra noi e gli altri, il sentimento del contrario si affievolirà, perché i contrasti saranno addolciti dal flusso del continuo mutamento della natura, e della natura umana, e l'angoscia sarà anestetizzata dalla dolcezza, quella dolcezza che ci fa desiderare il bene degli altri: «Starà dormendo profondamente, tutta avvolta nel buio di quel suo piccolo strano universo. E mi augurai con tutto il cuore che il suo sonno non fosse turbato da incubi» (Haruki Murakami, Norvegian wood).

 19.02.2014 

 

Camilla Maggiore

Viaggio in Norvegia. Una guida per viaggiatori indipendenti, un testo per affrontare un viaggio con sguardo filosofico. In questo libro, in cui l’autore sceglie il lettore come suo compagno di viaggio tra i fiordi norvegesi, la tensione verso il conoscere una nuova terra e nuovamente se stessi traspare con semplicità e con tono caldo e colloquiale. Come ogni viaggio di scoperta anche questo inizia dalla meraviglia e dallo stupore. In questo caso il filosofo si trova in una terra notoriamente fredda in cui si scopre invece, dalle mail di Eva per esempio, studentessa Erasmus cui il libro è dedicato, il calore e l’accoglienza degli ospitanti. Persone semplici come i pescatori, informali come i professori che chiedono di essere chiamati con i loro impronunciabili nomi, accoglienti come coloro che offrono thè ed acqua ai visitatori della cattedrale, le cui vite fanno da sfondo alla riflessione dell’autore, intrecciandosi con i racconti  della storia del luogo, dei suoi particolari musei (dello stoccafisso, delle navi vichinghe, dell’ospedale), dell’attualità (l’attentato di Oslo) in una terra imponente che regala paesaggi sublimi che danno modo di riflettere con se stessi e con gli altri (compagni di viaggio, tra cui il lettore) su temi come la vita, la morte che ci riguarda sempre e il bello. Riferimenti più o meno espliciti ad intellettuali, artisti e filosofi a cui fanno da contraltare riferimenti a cartoni animati  L’era glaciale e moderni mezzi di comunicazione   Facebook . Si entra subito in empatia con questa lettura e il filosofo mette in pratica quello che descrive come il motore della vita: il sentirsi vicino all’altro che, in questo caso, ci apre il suo cuore e la nostra mente condividendo con noi riflessioni personali, descrizioni paesaggistiche, conoscenze soggettive. La lettura è contagiosa, viene voglia di partire per la Norvegia con in valigia, o nello zaino, una penna e un quaderno su cui annotare il proprio viaggio di scoperta. E questo libro, un testo per tutti e per ciascuno.


23.02.2013








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